Lillo Bartoloni

Biografia

Nasce nel 1948 a Roma, dove vive e lavora.

I suoi studi si dividono tra la Facoltà di Legge e l’Accademia di Belle Arti. Nel 1970 abbandona legge e si dedica alla pittura, allestendo la sua prima mostra personale nell’Atelier Lubrina di Parigi. Dopo un periodo di viaggi ed esplorazioni, si stabilisce a lavorare in Italia. Il viaggio è un tema centrale della sua poetica.

 

Critica

La leggerezza e la poesia delle opere di Bartoloni ci invitano ad entrare in un mondo che evoca quello infantile, aprendosi alla dimensione dell’inquietudine e dell’enigma (della vita, dell’esistenza) privo di risposte razionali. Una leggerezza che non è disimpegno e fuga, ma riconoscimento e accettazione della complessità dell’esistenza e della necessità di uno sguardo capace di cogliere e di restituire la poesia e lo stupore “ Lillo Bartoloni è uno scettico del suo tempo, che con il disegno fatto di candore e di curiosità ne vuole esorcizzare i bagliori e le insidie. …. Bartoloni con i suoi dubbi e il suo agnosticismo si rifugia liricamente nella tenerezza delle origini, con un piglio di artista di razza “(D. Travaglia, 1996)

L’arte come grande consolatrice, capace di elevarci e distanziarci dalla dimensione quotidiana dell’esistenza  e di consentirci di recuperare uno sguardo che tiene insieme poesia e dubbi, stupore e consapevolezza. I riferimenti delle matrici storico-artistiche ci portano all’Art Brut, l’arte dei pazzi, dei manicomi (è anche un’esperienza biografica, il padre era direttore dell’Ospedale Psichiatrico di S.Maria della Pietà e Lillo, da piccolo, frequentava il giardino dell’Ospedale).

Da qui i temi di Bartoloni: l’esplorazione e il viaggio, insieme agli emblemi che li rappresentano: mare, cielo, piramidi, cammelli, navi e aeroplani e poi  Venezia e la sua dimensione acquatica, i personaggi della cultura ebraica e la scoperta (o  riscoperta) dei personaggi e delle letteratura Yiddish, dell’ironia e della leggerezza di Singer e di Moni Ovadia.

Il Gianicolo per Bartoloni

La Galleria il Gianicolo ha allestito:

  • mostre personali nel 1986, nel 1994 e nel 2005;

ha esposto le sue opere in diverse mostre collettive, tra cui:

  • nel 1996 Lontano da Itaca, ricerca e follia creativa nell’arte;
  • nel 2000 Il Flauto Magico;
  • nel 2006, c/o la Rocca Paolina di Perugia, 15 artisti festeggiano i 30 anni di attività del Gianicolo, c/o Rocca Paolina di Perugia;
  • nel 2010 Il profumo della pittura e Ritratti
  • all’Arte Fiera di Arezzo, di Bari, di Padova e di Viterbo.

Pubblicazioni Edizioni Il Gianicolo

  • Lillo Bartoloni, 1994, 36 pagg;
  • Lillo Bartoloni, Venezia Felix 2

Un capitolo è dedicato all’opera di Bartoloni nei volumi:

  • Lontano da Itaca, Ricerca e follia creativa nell’arte, 1996, pagg. 77;
  • Il Flauto Magico, 2000, pagg. 90;
  • 15 artisti festeggiano i 30 anni di attività del Gianicolo, 2006, pagg.93;
  • Ritratti, 2010, pagg.24

 

 

Biografia

Nasce nel 1948 a Roma, dove vive e lavora.

I suoi studi si dividono tra la Facoltà di Legge e l’Accademia di Belle Arti. Nel 1970 abbandona legge e si dedica alla pittura, allestendo la sua prima mostra personale nell’Atelier Lubrina di Parigi. Dopo un periodo di viaggi ed esplorazioni, si stabilisce a lavorare in Italia. Il viaggio è un tema centrale della sua poetica.

 

Critica

La leggerezza e la poesia delle opere di Bartoloni ci invitano ad entrare in un mondo che evoca quello infantile, aprendosi alla dimensione dell’inquietudine e dell’enigma (della vita, dell’esistenza) privo di risposte razionali. Una leggerezza che non è disimpegno e fuga, ma riconoscimento e accettazione della complessità dell’esistenza e della necessità di uno sguardo capace di cogliere e di restituire la poesia e lo stupore “ Lillo Bartoloni è uno scettico del suo tempo, che con il disegno fatto di candore e di curiosità ne vuole esorcizzare i bagliori e le insidie. …. Bartoloni con i suoi dubbi e il suo agnosticismo si rifugia liricamente nella tenerezza delle origini, con un piglio di artista di razza “(D. Travaglia, 1996)

L’arte come grande consolatrice, capace di elevarci e distanziarci dalla dimensione quotidiana dell’esistenza  e di consentirci di recuperare uno sguardo che tiene insieme poesia e dubbi, stupore e consapevolezza. I riferimenti delle matrici storico-artistiche ci portano all’Art Brut, l’arte dei pazzi, dei manicomi (è anche un’esperienza biografica, il padre era direttore dell’Ospedale Psichiatrico di S.Maria della Pietà e Lillo, da piccolo, frequentava il giardino dell’Ospedale).

Da qui i temi di Bartoloni: l’esplorazione e il viaggio, insieme agli emblemi che li rappresentano: mare, cielo, piramidi, cammelli, navi e aeroplani e poi  Venezia e la sua dimensione acquatica, i personaggi della cultura ebraica e la scoperta (o  riscoperta) dei personaggi e delle letteratura Yiddish, dell’ironia e della leggerezza di Singer e di Moni Ovadia.

Il Gianicolo per Bartoloni

La Galleria il Gianicolo ha allestito:

  • mostre personali nel 1986, nel 1994 e nel 2005;

ha esposto le sue opere in diverse mostre collettive, tra cui:

  • nel 1996 Lontano da Itaca, ricerca e follia creativa nell’arte;
  • nel 2000 Il Flauto Magico;
  • nel 2006, c/o la Rocca Paolina di Perugia, 15 artisti festeggiano i 30 anni di attività del Gianicolo, c/o Rocca Paolina di Perugia;
  • nel 2010 Il profumo della pittura e Ritratti
  • all’Arte Fiera di Arezzo, di Bari, di Padova e di Viterbo.

Pubblicazioni Edizioni Il Gianicolo

  • Lillo Bartoloni, 1994, 36 pagg;
  • Lillo Bartoloni, Venezia Felix 2

Un capitolo è dedicato all’opera di Bartoloni nei volumi:

  • Lontano da Itaca, Ricerca e follia creativa nell’arte, 1996, pagg. 77;
  • Il Flauto Magico, 2000, pagg. 90;
  • 15 artisti festeggiano i 30 anni di attività del Gianicolo, 2006, pagg.93;
  • Ritratti, 2010, pagg.24

 

 

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