Mariano Villalta Lapayes

Biografia

Madrid 1928 – Roma 1984

Villalta ha fatto parte di quell’enclave di artisti e intellettuali spagnoli fra i quali Rafael Alberti e Josè Ortega, che nel secondo dopoguerra, hanno alimentato il dibattito artistico, politico e culturale in Italia e Spagna. Dagli anni ’60 ha vissuto e lavorato tra Roma e Palma di Maiorca. Dal 1955 al 1970 ha eseguito importanti opere murali e affreschi di grandi dimensioni a Roma, Londra, New York, Atene.

Critica

Villalta “un funambolo in bilico tra i territori della figurazione e dell’astrazione” Nella sua pittura è presente la dimensione tragica dell’esistenza, l’eredità della grande tradizione spagnola, da El Greco a Goya, da Picasso a Tapies.  La tragedia del vivere umano, per citare Unamuno.. “Una pittura dolorosa come un pugno nello stomaco, per certe scomode verità che sapeva raccogliere e interpretare. …. La dimensione del reale è un indispensabile sottinteso che l’artista supera con un interpretazione nichilista quasi a voler suggerire con la forza dell’arte le verità più spinose che la realtà cela” “Dimensione tragica che si amplifica e si conferma nello straordinario ciclo di tempere realizzate nei primi anni 80, gli ultimi per lui (morirà nell’84). Il nero che vi domina è spazio profondo e vuoto, silenzio e solitudine, un buio cosmico e senza tempo. Qui il colore rosso è quasi del tutto sparito, sopravvive in qualche rosso spento…” (A. Romoli Barberini, 2009)

 

GRANDI OPERE:

1955: Al santuario di Collevalenza (PG) realizza: vetrate del santuario, crocifisso in blocchi di vetro sulla facciata principale, crocifisso formato da 13 dipinti cm 70 x 70, mosaico di 3 m di diametro sopra l’altare, nel piano inferiore della basilica.
1958: Dipinge gli affreschi di Santa Maria del Carmen di Roma, opera di circa 320 m², alla quale dedica un anno intero.
1967: Pitture murali a Londra commissionate da Aristotele Onassis.
1971 affresco a Palazzo Quirò di Saragozza.

Il Gianicolo per Villalta Lapayes

Mostre

La Galleria il Gianicolo dal 1975 al 2015 ha allestito 7 mostre personali di Villalta, presso i propri spazi e presso spazi espositivi pubblici.

Pubblicazioni Edizioni Il Gianicolo

  • Mariano Villalta, 1977, pagg. 20;
  • Villalta, 1980, pagg. 20;
  • Mariano Villalta, Allegorie, sogni, personaggi. 2009, pagg. 48.

 

Un capitolo è dedicato all’opera di Villalta nei volumi:

  • Lontano da Itaca, Ricerca e follia creativa nell’arte, 1996, pagg. 77;
  • Il Flauto Magico, 2000, pagg. 90;
  • 15 artisti festeggiano i 30 anni di attività del Gianicolo, 2006, pagg.93;

 

Biografia

Madrid 1928 – Roma 1984

Villalta ha fatto parte di quell’enclave di artisti e intellettuali spagnoli fra i quali Rafael Alberti e Josè Ortega, che nel secondo dopoguerra, hanno alimentato il dibattito artistico, politico e culturale in Italia e Spagna. Dagli anni ’60 ha vissuto e lavorato tra Roma e Palma di Maiorca. Dal 1955 al 1970 ha eseguito importanti opere murali e affreschi di grandi dimensioni a Roma, Londra, New York, Atene.

Critica

Villalta “un funambolo in bilico tra i territori della figurazione e dell’astrazione” Nella sua pittura è presente la dimensione tragica dell’esistenza, l’eredità della grande tradizione spagnola, da El Greco a Goya, da Picasso a Tapies.  La tragedia del vivere umano, per citare Unamuno.. “Una pittura dolorosa come un pugno nello stomaco, per certe scomode verità che sapeva raccogliere e interpretare. …. La dimensione del reale è un indispensabile sottinteso che l’artista supera con un interpretazione nichilista quasi a voler suggerire con la forza dell’arte le verità più spinose che la realtà cela” “Dimensione tragica che si amplifica e si conferma nello straordinario ciclo di tempere realizzate nei primi anni 80, gli ultimi per lui (morirà nell’84). Il nero che vi domina è spazio profondo e vuoto, silenzio e solitudine, un buio cosmico e senza tempo. Qui il colore rosso è quasi del tutto sparito, sopravvive in qualche rosso spento…” (A. Romoli Barberini, 2009)

 

GRANDI OPERE:

1955: Al santuario di Collevalenza (PG) realizza: vetrate del santuario, crocifisso in blocchi di vetro sulla facciata principale, crocifisso formato da 13 dipinti cm 70 x 70, mosaico di 3 m di diametro sopra l’altare, nel piano inferiore della basilica.
1958: Dipinge gli affreschi di Santa Maria del Carmen di Roma, opera di circa 320 m², alla quale dedica un anno intero.
1967: Pitture murali a Londra commissionate da Aristotele Onassis.
1971 affresco a Palazzo Quirò di Saragozza.

Il Gianicolo per Villalta Lapayes

Mostre

La Galleria il Gianicolo dal 1975 al 2015 ha allestito 7 mostre personali di Villalta, presso i propri spazi e presso spazi espositivi pubblici.

Pubblicazioni Edizioni Il Gianicolo

  • Mariano Villalta, 1977, pagg. 20;
  • Villalta, 1980, pagg. 20;
  • Mariano Villalta, Allegorie, sogni, personaggi. 2009, pagg. 48.

 

Un capitolo è dedicato all’opera di Villalta nei volumi:

  • Lontano da Itaca, Ricerca e follia creativa nell’arte, 1996, pagg. 77;
  • Il Flauto Magico, 2000, pagg. 90;
  • 15 artisti festeggiano i 30 anni di attività del Gianicolo, 2006, pagg.93;

 

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